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Il metodo

Chirurgia Percutanea Avanzata Stabilizzata

La Tecnica Percutanea Stabilizzata da noi pubblicata consente invece di ottenere risultati superiori e con minor possibilità di complicanze rispetto alla tecnica originale.

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Si tratta di un perfezionamento della tecnica percutanea di prima generazione messo a punto dal gruppo di ricerca Europeo di chirurgia mininvasiva di cui faccio parte (GRECMIP), tecnica da me presentata all’American Academy of Orthopaedic Surgeons del 2017 a San Diego, massima autorità mondiale a livello scientifico e attualmente pubblicata nella Video Library della stessa associazione come tecnica di riferimento.

La nostra procedura ha migliorato in modo sostanziale la tecnica originale per la correzione dell’alluce valgo inventata da Sthephan Isham, mai approvata da tale associazione, così come tutte le altre tecniche percutanee in quanto considerate non sufficientemente scientifiche.
Gli svantaggi legati alla tecnica percutanea non stabilizzata molto praticata in Italia nelle case di cura convenzionate infatti sono:

  • minima capacità correttiva con impossibilità a correggere deformità importanti
  • rigidità dell’articolazione metatarso falangea
    accorciamento dell’alluce
  • micro movimenti delle osteotomie non fissate con persistenza dell’edema e del dolore post-operatorio
  • alta percentuale di viziose consolidazioni e pseudoartrosi
    accorciamento del primo metatarso con alterazione dell’appoggio metatarsale e comparsa di metatarsalgia secondaria.

La Tecnica Percutanea Stabilizzata da noi pubblicata consente invece di ottenere risultati superiori e con minor possibilità di complicanze rispetto alla tecnica originale.

La fissazione stabile ci consente infatti di traslare e fissare i frammenti nella posizione desiderata con possibilità di correggere piedi anche con notevole grado di deformità, superiori cioè ai 18 gradi di angolo intermetatarsale, limite della chirurgia di prima generazione.

I vantaggi della chirurgia percutanea

Ci consente di ottenere maggiore flessibilità dell’alluce utile nella pratica sportiva e per indossare scarpe con tacchi alti, in quanto lascia inalterate le superfici articolari.

Rispetta la formula metatarsale senza accorciamento del primo metatarso e dell’alluce, evitando metatarsalgie da trasferimento di carico.

Ha percentuali di complicanze trascurabili in quanto i segmenti osteotomizzati vengono fissati stabilmente con mezzi di sintesi nella posizione desiderata.

La nuova tecnica percutanea per la correzione dell’alluce valgo prevede lo stesso strumentario e lo stesso accesso percutaneo mentre le osteotomie sono completamente differenti.

Non prevede infatti l’asportazione dell’eccesso sporgente della testa metatarsale mediante abrasione, ma la prominenza viene traslata all’interno dopo aver eseguito un’osteotomia a coda di rondine (chevron) della prima testa metatarsale o a Z (Miniscarf), le stesse utilizzate nella chirurgia tradizionale, facendola traslare verso l’interno del piede, in modo da ricollocarla nella sede iniziale, restringendo così l’arcata anteriore del piede e ripristinando allo stesso tempo i corretti rapporti articolari con la falange.

Nei casi più severi correggiamo anche alla base l’inclinazione del primo metatarso fondendo l’articolazione cuneo metatarsale (procedura di Lapidus percutanea).

In tal modo la mininvasività della chirurgia percutanea originale viene unita all’affidabilità e alla potenza correttiva della chirurgia tradizionale unendo i vantaggi dell’una e dell’altra, eliminando allo stesso tempo gli inconvenienti di ciascuna.

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