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FAQ

Domande Frequenti Alluce Valgo

Le informazioni presenti in questa pagina hanno finalità informative e non sostituiscono in alcun modo una visita medica specialistica.

Ogni piede è diverso e solo una valutazione clinica accurata consente di definire il trattamento più adatto.

Prenotare una visita specialistica è il primo passo per capire se l’intervento è indicato e quale percorso terapeutico è più adatto al tuo caso.

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Molti pazienti riferiscono casi di recidiva dopo interventi eseguiti in passato. Questo accadeva soprattutto con tecniche che agivano solo sui tessuti molli, senza correggere in modo strutturale la deformità.

Le tecniche chirurgiche moderne, come quelle utilizzate oggi, si basano invece sulla correzione geometrica dell’osso, affrontando la causa reale del problema.

Quando l’intervento è eseguito correttamente e su indicazione specialistica, la possibilità di recidiva è estremamente rara.

Durante la visita specialistica è possibile valutare il tipo di deformità e capire se l’intervento è indicato nel singolo caso.

Una delle domande più frequenti riguarda il dolore post-operatorio.
Seguendo alcune accortezze fondamentali, oggi l’intervento per l’alluce valgo è ben tollerato.

In particolare:

  • si evita l’uso della fascia ischemica, che può aumentare il dolore dopo l’anestesia;
  • si utilizzano anestetici a lunga durata d’azione;
  • la terapia antidolorifica viene impostata in modo preventivo.

Grazie a questo approccio, il dolore viene generalmente percepito come un fastidio lieve, soprattutto nella prima notte e nel giorno successivo all’intervento.

No, nella maggior parte dei casi non è necessaria fisioterapia specifica.

La normale deambulazione consente già una mobilizzazione naturale dell’articolazione, favorendo il recupero funzionale.

Nella pratica clinica è possibile operare entrambi i piedi nello stesso intervento.

Il disagio nello spostamento è simile sia con uno che con due piedi operati, mentre affrontare un solo periodo di convalescenza risulta spesso più comodo rispetto a doverne affrontare due separati.

La scelta viene comunque valutata caso per caso durante la visita.

In genere, dopo circa un mese dall’intervento i pazienti riprendono a guidare in sicurezza.

I tempi possono variare in base al tipo di intervento e alla risposta individuale.

Dopo la guarigione non ci sono limitazioni particolari: è possibile indossare anche scarpe con tacco o a punta, purché non siano l’unica scelta quotidiana.

Alternare diversi tipi di calzature è utile per mantenere il piede più funzionale e in salute.

Non esiste una stagione “migliore” in assoluto.

In inverno, il gonfiore tende a ridursi più rapidamente e la convalescenza domestica è spesso più agevole.

In primavera ed estate, è più facile indossare calzature aperte e il recupero può essere favorito da camminate su superfici naturali come sabbia e acqua.

Il periodo ideale è quello in cui il paziente può affrontare la convalescenza con serenità lavorativa, familiare e personale.

Sì, è assolutamente possibile. Dopo la visita specialistica, l’intervento può essere programmato presso strutture a Roma, Milano o Napoli.

Alla dimissione vengono fornite istruzioni dettagliate su:

  • terapia farmacologica;
  • gestione del post-operatorio;
  • medicazioni.

Il rientro può avvenire in auto o in aereo, mantenendo i piedi sollevati. In aereo è possibile richiedere l’assistenza dedicata prevista dalle compagnie.

La prima medicazione viene eseguita prima della dimissione. Le successive possono essere effettuate a domicilio da un infermiere o dal medico di famiglia.

Non ci sono punti di sutura da rimuovere.

È previsto un controllo post-operatorio, generalmente dopo circa tre mesi.

Durante tutto il decorso, il paziente resta in contatto diretto con il chirurgo e la sua équipe per qualsiasi dubbio o necessità.